
La frustrazione di trovarla nel prato di casa è comprensibile, ma l’ingratitudine verso il tarassaco è ingiustificata. L’attributo “officinale” che ne accompagna il nome scientifico suggerisce di fare attenzione alle sue virtù ricordando che cavare le erbacce dal giardino può non essere sempre una buona idea…

Così il Mattioli sul Tarassaco: “Tutta questa pianta, cotta e mangiata, conforta lo stomaco, e cruda ristagna il corpo e però si loda per la dissenteria non poco, e massimamente cotta con le lenticchie. Il succo bevuto giova ai flussi dello sperma. Cotta nell’aceto, mitiga i dolori dell’orina. La decozione di tutta la pianta si da utilmente nel trabocco di fiele. Scrivono alcuni superstiziosi, ovvero sperimentatori degli occulti segreti della natura, che il suo succhio incorporato con olio e unto per tutto il corpo, fa impetrare favori appresso a grandi magnati e conseguir da loro ciò che si desidera, ma parmi cosa veramente”…