Quando un'infestante può tornare utile...
Riscoprire il Tarassaco
Un'erba Cattiva, che per Fortuna Cresce Sempre...

Un’erba Cattiva, che per Fortuna Cresce Sempre…

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La frustrazione di trovarla nel prato di casa è comprensibile, ma l’ingratitudine verso il tarassaco è ingiustificata. L’attributo “officinale” che ne accompagna il nome scientifico suggerisce di fare attenzione alle sue virtù ricordando che cavare le erbacce dal giardino può non essere sempre una buona idea…


Il Tarassaco (Taraxacum officinale) è ancora reputata una “malerba”, ostinata nemica di chi cura il proprio giardino…

La si vede germogliare dappertutto: nelle aiuole, tra i sassi, sui tetti. Un’erbacea perenne, facile da strappare, difficile da eradicare. Il fittone la fa attecchire ovunque, e il”soffione” la propaga a chilometri di distanza. Eppure, quest’ospite indesiderato è utile per l’organismo umano e già il Mattioli (XVI sec.), nei suoi “Discorsi”, ne consigliò l’impiego per il benesere di vie digestive e urinarie, mentre i padri pellegrini, a bordo della Mayflower, ne portarono semi per iniziarne la coltivazione nel Nuovo Mondo.

Così il Mattioli sul Tarassaco: “Tutta questa pianta, cotta e mangiata, conforta lo stomaco, e cruda ristagna il corpo e però si loda per la dissenteria non poco, e massimamente cotta con le lenticchie. Il succo bevuto giova ai flussi dello sperma. Cotta nell’aceto, mitiga i dolori dell’orina. La decozione di tutta la pianta si da utilmente nel trabocco di fiele. Scrivono alcuni superstiziosi, ovvero sperimentatori degli occulti segreti della natura, che il suo succhio incorporato con olio e unto per tutto il corpo, fa impetrare favori appresso a grandi magnati e conseguir da loro ciò che si desidera, ma parmi cosa veramente”…

IL TARASSACO NELL’USO COMUNE


L’impiego tradizionale del dente di leone (altro nome del Tarassaco, noto già nel ‘500) spazia dalla medicina popolare alla gastronomia. Le foglie giovani si raccolgono in primavera, arricchendo le insalate con un tocco depurativo, oppure si consumano cotte, in torte salate o frittate, giusto per smorzarne il sapore amarognolo. I boccioli chiusi, invece, conservati sott’aceto, possono  diventare un sostituto dei capperi. D’interesse è anche la preparazione del “miele”, ottenibile bollendo i capolini privati dello stelo in acqua, con zucchero e limone. Lo sciroppo ottenuto, denso e dorato, può essere impiegato come sedativo naturale per la tosse. Non va dimenticato nemmeno il “cicorio”, alternativa da versare nella moka per chi deve evitare il caffè a causa dell’ipertnensione. Si ottiene lavorando la radice essiccata.

IL TARASSACO NELL’USO MODERNO


La moderna chimica estrattiva ha confermato le antiche intuizioni erboristiche. Il tarassaco presenta un profilo di micronutrienti ben dettagliato in vitamine (A, B, C, D, E) e sali minerali, con potassio, magnesio, calcio e ferro ben rappresentati. Il fitocomplesso della radice è ricco di principi amari, come la tarassacina, e l’inulina, fibra solubile dagli effetti prebiotici. L’estratto  presenta azione coleretica e colagoga, stimola cioè la produzione di bile e il suo corretto deflusso, aiutando la fisiologia del fegato. Le foglie favoriscono invece la diuresi, aiutando il drenaggio dei liquidi in eccesso e supportando la funzionalità delle vie urinarie. L’assunzione del tarassaco è sicura, ma richiede alcune attenzioni, essendo sconsigliata in presenza di calcoli biliari o ulcere a causa della forte stimolazione sugli organi digestivi. Inoltre, il contatto diretto con la linfa della pianta può causare dermatiti allergiche.
L’invito è quello di guardare questa pianta vitale e ostinata con occhi nuovi, apprezzandola per il giallo sgargiante e per tutto quello che può portare sulle nostre tavole. La frustrazione di trovarla nel prato di casa è comprensibile, ma una guerra all’ultima estirpazione potrebbe apparire poco attenta, oltre che inutile: ricordiamo che spesso le specie di utilizzo erboristico vengono denominate come “officinali” e conservano questa denominazione anche nel nome della specie. A volte, proprio sotto casa,  possono nascondersi virtù inaspettate.

Michele

CTF, attualmente num.933 dell'Ordine Farmacisti Latina. Amo la farmacologia, la divulgazione scientifica e la tecnologia.

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