Ashwagandha: Antichi Rimedi e Nuove Generazioni
Caratteristiche di un Rimedio Popolare

Ashwagandha: Antichi Rimedi e Nuove Generazioni

150 150 Michele

Che cosa unisce  Alessandro Magno al Mattioli e a un Mondo come il Nostro? La risposta è nella popolarità guadagnata sui social da una singola, antica pianta medicinale: la Withania somnifera, oramai nota come Ashwagandha.


 

Battaglia di Isso. Pompei, Museo. Sebbene non ci siano testimonianze dirette che leghino l’esercito macedone alla radice di Ashwagandha, si pensa che la “Pozione di Forza” della falange fosse proprio un infuso della sua radice. Questo infatti era già noto e comunemente impiegato nelle regioni asiatiche interessate dalla conquista Alessandrina


Sembra che Alessandro Magno fosse solito far somministrare radici di Ashwagandha alle truppe durante le campagne in Asia, facendo preparare “pozioni di forza” per curare piaghe e superare lo stress da combattimento. Secoli dopo, nel Rinascimento, fu Pietro Andrea Mattioli, illustre medico e botanico senese, a riprendere le descrizioni di Dioscoride, ampliandole nei suoi  Discorsi e traghettando la conoscenza di questi “semplici” verso la modernità. Per Lui e i suoi coevi, l’Ashwagandha era il Solatro Sonnifero* . Oggi, in un’era post-pandemica, dove ansia e disturbi del sonno appesantiscono la quotidianità, questa radice è tornata alla ribalta, spinta da trend virali su piattaforme come TikTok. Qui tutti, giovani o meno, cercano soluzioni per alleviare stress e favorire il riposo – il cosiddetto “sleepmaxxing”, e   l’Ashwagandha è diventata il fulcro di questa nuova ricerca. I numeri riflettono tutto questo, con consumi da nicchia erboristica a quelli di un megatrend globale. Partito nel 2024 da una valutazione tra i 721,5 e i 775,28 milioni di dollari, il mercato dell’Ashwagandha viaggia verso proiezioni vertiginose, superando probabilmente quota 1,5 – 1,8 miliardi di dollari entro il 2033. Questa impennata è sostenuta da un tasso di crescita** attorno al 9-10%, trainato a sua volta dall’innovazione nei formati di consumo, come le sempre più diffuse gummies (caramelle gommose) e le bevande funzionali.
*: In effetti, l’Ashwagandha appartiene alle solenacee, come il pomodoro.
**: Tasso di crescita annuale composito [CAGR]

 

AL DI LA’ DELL’HYPE


Per comprenderne il successo, è necessario analizzare la pianta da un punto di vista tecnico-scientifico, ricordando che, pur nella mole di studi clinici, l’estratto di Withania Somnifera non ha ancora un uso ufficialmente riconosciuto.

Esemplare di Withania somnifera (solenacee) o Ashwagandha.  Nota anche come Ginseng Indiano o Winter Cherry.


 

  • Anzitutto, la parte della pianta impiegata a scopo terapeutico è principalmente la radice essiccata, che si presenta carnosa, cilindrica e dal sapore mucillaginoso e amarognolo. Un tratto distintivo è l’odore pungente che ricorda il sudore o l’urina equina, caratteristica da cui deriva il nome sanscrito Ashwagandha, traducibile proprio come “odore di cavallo.

Witaferina A, Struttura molecolare cui vengono attribuite principalmente le attività di normalizzazione sull’asse HPA.

 

  • Il profilo fitochimico dell’estratto è descrivibile come miscela metaboliti secondari a natura steroidea. I più importanti sono i witanolidi, una classe di lattoni steroidei tra cui spiccano la Witaferina A***, il Witanolide D e il Witanolide A. Questi, insieme ad una frazione di alcaloidi (es. witanina e somniferina) e glicosidi (sitoindosidi) costituiscono il fitocomplesso,  vero responsabile delle attività neuroprotettive, antinfiammatorie e antiossidanti della pianta.
  • Meccanismo d’azione sull’asse HPA: L’estratto di Withania è classificato come “adattogeno” per la marcata interazione con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), centro di controllo e risposta allo stress esogeno. Intervenendo su questo asse, l’estratto riduce la secrezione di ormoni chiave e riduce in modo clinicamente rilevante i livelli di cortisolo sierico, inducendo uno stato di calma, migliorando l’efficienza del sonno e aiutando a contrastare ansia e affaticamento.
  • Meccanismo d’azione sull’asse HPG: Riducendo l’iperattività dell’asse HPA, la pianta “disinibisce” l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG), favorendone la normalizzazione. Questo meccanismo stimola un incremento della secrezione di ormone luteinizzante (LH) e ormone follicolo-stimolante (FSH), determinando negli uomini un significativo aumento dei livelli di testosterone sierico e migliorando la conta e la motilità spermatica.

: *** a cui vengono attribuiti gli effetti adattogeni.

ESTRARRE LE MOLECOLE GIUSTE, NEL MODO GIUSTO


È fondamentale, quando si ha a che fare con un estratto vegetale, precisar come, a far la differenza in termini di efficacia reale, siano la standardizzazione e l’estrazione. La biosintesi dei witanolidi è estremamente variabile a causa di fattori ambientali, genetici e di suolo, portando ad avere piante adatte ad essere lavorate e piante da lasciare comodamente a terra. Gli effetti fisiologici degli estratti possono essere garantiti solo attraverso l’impiego di estratti standardizzati, in cui il controllo di crescita, estrazione e correzione permettano di avere sempre la corretta concentrazione di glicosidi, alcaolidi e steroidi. in  questo caso, sono di esempio gli estratti brevettati Sensoril, KSM-66 o Shoden, dove il tenore di sostanze attive è certificato. Scegliere prodotti supportati da un’estrazione rigorosa assicura una concentrazione ottimale, eliminando il rischio di assumere formulazioni inefficaci o adulterate (es. con le foglie della pianta, che contengono livelli molto più alti della tossica witaferina A).

UN RIMEDIO PER TUTTI?


Infine, per quanto ben tollerata, l’Ashwagandha non è esente da controindicazioni e deve essere assunta con estrema cautela in caso di patologie epatiche. In letteratura medica è stata documentata una rara insorgenza di epatotossicità in soggetti predisposti o con un quadro epatico compromesso. Inoltre, l’utilizzo dell’Ashwagandha è assolutamente controindicato in gravidanza; evidenze storiche ed esperimenti passati associano l’assunzione di alti dosaggi di questa radice a un sensibile rischio di effetti abortivi.

PER APPROFONDIRE


Michele

CTF, attualmente num.933 dell'Ordine Farmacisti Latina. Amo la farmacologia, la divulgazione scientifica e la tecnologia.

Tutte le storie di:Michele