Diogene preferiva cospargersene i piedi perché il profumo salisse meglio al corpo. Cleopatra – si dice – ne sfruttò le fragranze per ammaliare Cesare, così come le dame d’epoca vittoriana, che ne nascondevano sacchetti nel décolleté…
CHIMICA E LAVANDA

La Lavanda e il suo impiego erano noti fin dall’antichità e anche Pietro Andrea Mattioli, nei suoi celebri “Discorsi” dedica una monografia a questa pianta.
- La droga (la parte della pianta trasformata e impiegata) è costituita dalle sommità fiorite, da cui si estrae un olio complesso che conta oltre un centinaio di molecole. I due composti dominanti, da cui dipendono in larga misura fragranza, qualità e proprietà fitoterapiche, sono il linalolo e l’acetato di linalile, appartenenti alla famiglia dei terpeni. Nel fitocomplesso sono presenti anche canfora, 1,8-cineolo (eucaliptolo) e composti come flavonoidi e acidi fenolici. Le concentrazioni di questi costituenti, come in una ricetta non rispettata, variano molto in base a fattori genetici, climatici e ai metodi di estrazione, facendo sì che gli oli di lavanda possano o meno somigliarsi – per note ed efficacia. Per cui, il controllo di qualità e la standardizzazione risultano fondamentali per trasformare l’estratto di lavanda da tradizione in medicamento
- Farmacologia fine: A livello periferico, l’estratto di lavanda manifesta attività antinfiammatorie, spasmolitiche e antimicrobiche, dimostrandosi efficace contro batteri resistenti e contro alcuni funghi, ma è a livello del sistema nervoso centrale che si concentrano la maggior parte degli studi: le azioni ansiolitiche e sedative, già note in antichità, sono confermate da studi che ne indicano l’utilità nell’alleviare i sintomi dell’ansia lieve, nel disturbo d’ansia generalizzato (GAD) e nel migliorare la qualità del sonno. E’ il linalolo ad agire esercitando una moderata inibizione sui canali del calcio voltaggio-dipendenti (VDCC, in particolare i canali T e N), frenando così l’eccessivo rilascio di neurotrasmettitori legato alle risposte d’ansia e stress. Presenta inoltre effetto antagonista sui recettori NMDA del glutammato, riducendo ulteriormente l’attività eccitatoria centrale e ha dimostrato persino d’inibire moderatamente il trasportatore della serotonina (SERT), un meccanismo comune a molti antidepressivi, e, come questi, sembra stimolare una certa neuroplasticità.
EFFICACIA E STANDARD
Affinché l’intero corredo di questi meccanismi d’azione si traduca in un beneficio terapeutico costante e riproducibile, è indispensabile l’utilizzo di estratti rigorosamente standardizzati, dal momento che i comuni oli essenziali possono subire variazioni chimiche incontrollate. È in questo contesto che spicca il Silexan, una preparazione d’olio essenziale di Lavandula angustifolia,standardizzata per la somministrazione orale. Numerosi studi clinici in doppio cieco certificano che il Silexan a 80 mg/die è significativamente superiore al placebo e mostra un’efficacia comparabile (nell’arco di 2 settimane) a quella di alcune benzodiazepine. Questo senza gli effetti collaterali tipici di quest’ultima classe di farmaci e senza di potenziale d’abuso o di sintomi da astinenza alla sospensione della terapia.*
PER APPROFONDIRE…
- History of Lavender – Cache Creek Lavender.
- Herb of the Month: Love of Lavender – The Herb Society of America Blog
- A Comprehensive Review of Lavandula stoechas L. (Ustukhuddus) Plant: Phytochemistry, Pharmacology, and In Silico Studies
- A review of the bioactive components and pharmacological properties of Lavandula species
- Exploring Pharmacological Mechanisms of Lavender (Lavandula angustifolia) Essential Oil on Central Nervous System Targets.
- Silexan in anxiety, depression, and related disorders: pharmacological background and clinical data
- What is Silexan? | ClinicalKeyAI – Elsevier
- Efficacy of Silexan in patients with anxiety disorders: a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials
- Evaluation of Skin Irritation and Acute and Subacute Oral Toxicity of Lavandula angustifolia Essential Oils in Rabbit and Mice
- Lavender (Lavandula angustifolia Miller) – Journal of Herbal Pharmacotherapy